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Lo storico palazzo Trippitelli, nell'antico borgo di Pentima, sta per diventare sede del nuovo Museo archeologico dedicato alla città romana di Corfinio. L'iniziativa, condotta dalla Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo e dal Comune, e finanziata dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Regione Abruzzo, è nata dall'esigenza di esporre a Corfinio i materiali che documentano la storia plurimillenaria di questo importante centro antico che Strabone definiva la metropoli dei Peligni.Il nuovo museo ospiterà parte della collezione archeologica del vecchio Antiquarium, cui si sono aggiunte le testimonianze raccolte durante le campagne di scavo degli ultimi dieci anni.
Il percorso museale inizia da una stanza che allude allo studiolo di Antonio De Nino, famoso archeologo e fine conoscitore delle tradizioni abruzzesi, cui si deve un'importante fase delle ricerche sulla città. Le necropoli del centro arcaico, ricche di corredi con vasi e bronzi di importazione, documentano la fitta rete di relazioni che Corfinio, grazie alla sua posizione geografica, da sempre intrattiene con le popolazioni confinanti e non. La fortuna economica, accumulata grazie alle capacità commerciali dei suoi abitanti, contribuì alla nascita di un centro abitato di notevole importanza, caratterizzato dalla presenza di numerosi santuari dedicati a divinità locali e ad altre, come ad esempio Cibele, importate da paesi lontani. E' questo, infatti il tema delle sale dedicate ai materiali provenienti dal santuario della Fonte di Sant'Ippolito. La città romana si sviluppò oltre l'antico impianto fortificato, occupando con ricche domus la parte pianeggiante lungo la viabilità proveniente da Roma. La documentazione relativa alle decorazioni parietali e pavimentali, alla suppellettile domestica, mostrerà le caratteristiche di questo sito, opera di botteghe di mosaicisti nonché ceramisti raffinati. Numerosi testi epigrafici fanno di Corfinio la città abruzzese con la più ampia documentazione scritta relativa alla fase romana: tra i pezzi più importanti, alcuni si riferiscono ai monumenti pubblici della città come il Teatro e i templi. Un bel ritratto dell'imperatore Claudio, testimonia l'interesse della famiglia imperiale per questa città. Le necropoli romane parlano dei cittadini di Corfinio. Nomi, mestieri, cariche pubbliche e stralci di vita offrono al visitatore un quadro della società dell'epoca. La trasformazione del centro abitato nel medioevo, è l'oggetto delle sale finali, in un quadro sintetico del divenire storico della città. Il discorso espositivo del museo è l'introduzione alla visita delle aree archeologiche dislocate nel centro storico e nelle immediate vicinanze. Oltre i resti del teatro ancora leggibili nelle abitazioni che circondano la piazza del Comune, una serie di interventi recenti ha messo in luce aree archeologiche di grandissimo pregio come la domus mosaicata del piano San Giacomo, l'area del tempio della via di Pratola, e la suggestiva sistemazione a terrazze del santuario della fonte di Santo Ippolito. Qui, avvolta in un' atmosfera arcadica, un'antica fonte testimonia la sacralità del luogo. Lo scavo (1994-1995) ha interessato l'area della sorgente: sono emerse le strutture di un santuario di cui la fonte costituiva parte integrante. Ad un lungo muro,era addossato un sacello sul cui pavimento poggiavano al momento dello scavo un pilastrino, una colonna, una piccola ara a volute e parte di una statua fittile maschile. L'abbandono del santuario, comportò la rottura rituale di molte suppellettili. In uno spazio delimitato da cippi coricati, furono scaricate un centinaio di statuette bronzee di Ercole, insieme ad altri frammenti metallici e a piccole clave. Del deposito votivo, facevano parte oggetti fittili riproducenti mani, piedi e altre parti del corpo, teste fittili, bovini, coppe con decorazioni a cordoni e due immagini in argilla di Cibele, una, di piccole dimensioni, in trono, dell'altra si conserva la testa cinta da una corona turrita. Al culto di Iside va riferito un sistro in bronzo. E' significativo che la devozione popolare celebrasse il 13 agosto, festa di S.Ippolito, con un pellegrinaggio alla fonte, dove avveniva una sorta di purificazione, simboleggiata dal gesto di versare l'acqua sorgiva miracolosa nell'orecchio con un ditale. A questo residuo di antichi riti, va riferita la circostanza che, nel calendario romano, le idi di agosto erano il giorno dedicato ad Ercole, festeggiato certamente anche nell'area peligna come documentano i graffiti dedicati all'Ercole Curino che ricordano: "Nel mese di Agosto, o santo Curino, allestiamo preparativi degni di te. E' infatti opportuno sciogliere i voti dovuti". La memoria della potenza sacra di questo luogo ha attraversato i secoli nonostante ripetuti abbandoni e dismissioni, portando sino a noi il suo significato che l'archeologia sta ora tentando di decifrare compiutamente.

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MonumentiCol nome d’Italia venne coniata una moneta indipendente da Roma, su di essa è raffigurata l’immagine del rito propiziatorio per l’alleanza tra i Popoli Italici. (90 a.C.)
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Storia di Corfinio
StoriaCol nome d’Italia venne coniata una moneta indipendente da Roma, su di essa è raffigurata l’immagine del rito propiziatorio per l’alleanza tra i Popoli Italici. (90 a.C.)
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